| Corriere
di Rieti, 19 settembre 2003 L'arte imprigionata in uno scatto Le foto di Carlo Portone in mostra al museo naturalistico di Sant'Oreste |
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SANT'ORESTE – (g. m. t.) La fotografia come mezzo per riscoprire le emozioni. Questo l'obiettivo della mostra di Carlo Portone sistemata in una delle sale del museo naturalistico del Soratte. "Questa mostra riesce a rappresentare quello che può dare, in termini di emozioni, la fotografia – dice Carlo Portone -; oltre alle mie foto personali, visto che sono stato ospitato nel museo locale, ne ho esposte altre che rappresentano il paese e i momenti più importanti della sua vita". Ogni immagine ha un nome di battesimo, che conduce i visitatori a scoprire l'estro che in quel momento aveva guidato lo scatto. "Non ho mai lavorato con il computer – spiega Portone – le foto esposte sono state create in maniera tradizionale. Tutte le sovrapposizioni, per creare poi un'unica immagine, sono state realizzate sacrificando molti scatti in esse". Portone crea arte dalle pozzanghere di pioggia che riflettono edifici e persone. Il fotografo gioca con abilità con le ombre e la luce. Questa sua tecnica particolare non è sfuggita, e nello scorso maggio il fotografo è stato chiamato in Spagna, a Barcellona, per realizzare un'esposizione delle sue fotografie. Portone è nato in provincia di Viterbo ma si è poi trasferito a Sant'Oreste dove la sua ispirazione è stata incentivata dalla dolcezza della natura e dal calore della gente. La prima macchina fotografica gli fu regalata dal padre quando era bambino e da quel momento non ha mai smesso di imprigionare le sensazioni nelle foto. "Spero di poter far diventare questa mostra un'esposizione permanente – conclude Portone – che sia allo stesso tempo varia, cambiando in ogni stagione o evento le fotografie esposte". La mostra, ad ingresso libero, è aperta ogni domenica dalle ore 11.30 alle 12.30 e nel pomeriggio dalle ore 16 alle 18. |